Apprendimento calcistico

I nostri programmi di formazione sportiva

LE TAPPE DELL’APPRENDIMENTO CALCISTICO

La prima tappa di apprendimento calcistico inizia solo intorno ai 5/6 anni, cioè quando il futuro calciatore viene accompagnato in una delle tante scuole di calcio presenti nel territorio. Per far apprendere la disciplina sportiva nel miglior modo possibile (cioè in modo stimolante e divertente) è necessario assecondare le esigenze del bambino e agire a seconda dell’età e del grado di maturazione psico-fisica del soggetto. A partire dalle linee guida sulle caratteristiche delle attività che l’allenatore può svolgere, è necessario realizzare un programma di allenamento che porti al raggiungimento degli scopi prefissati. Gli obiettivi devono essere perseguiti dai ragazzi sulla base dei pre-requisiti iniziali. Considerando che i ragazzi vengono agli allenamenti con l’aspettativa di giocare il più possibile con il pallone e che tutti i bambini vengono al campo con l’idea di divertirsi, dobbiamo impostare il nostro lavoro tenendo conto che non possiamo prescindere dal gioco. Di seguito vengono elencate le caratteristiche dei soggetti (sviluppo fisico, motorio, cognitivo, capacità condizionali, ecc) e gli obiettivi educativi e didattici da perseguire.

 

PRIMI CALCI O PICCOLI AMICI

Caratteristiche dei soggetti Durante questa fascia d’età i bambini presentano difficoltà di collaborazione e attenzione, non capiscono bene le spiegazioni astratte e sono fortemente egocentrici. Il bambino risulta essere piuttosto gracile, ma con un’ adeguata coordinazione generale. L’organizzazione spazio temporale è difficoltosa ed i movimenti poco economici e poco produttivi. Dal punto di vista condizionale, la forza presenta dei limiti. Dal punto di vista motorio, invece, il bambino si trova in un momento di transizione dal gioco spontaneo ed imitativo a quello di collaborazione. Intorno ai sette-otto anni, il bambino inizia a superare la costruzione cognitiva che parte dal proprio corpo per conquistare lo spazio circostante, attraverso punti di riferimento al di fuori di se stessi.
Obiettivi educativi: socializzare; vincere la paura del contatto con il suolo e l’avversario; promuovere l’iniziativa individuale;ricercare l’ordine, la puntualità e la custodia del materiale; conoscere e rispettare le regole; organizzare un progetto individuale tenendo conto dello spazio e del tempo. Dal punto di vista motorio dobbiamo lavorare su: schemi motori di base, schema corporeo, lateralizzazione, capacità percettive, capacità coordinative (reazione, combinazione, equilibrio statico, dinamico e monopodalico; differenziazione, orientamento spazio-temporale ed oculo-manuale) e capacità condizionali (soprattutto rapidità e mobilità articolare).
Obbiettivi didattici: non giocare con le mani, non spingere, non trattenere e dare calci all’avversario, attaccare e fare gol nella porta avversaria, difendere la propria porta. Condotte motorie primarie: guidare la palla, fermare la palla, calciare la palla, muoversi per partecipare al gioco.

 

PULCINI

Durante questa fascia d’età, si comincia ad assistere ad un progressivo ed equilibrato sviluppo fisico del bambino. Dal punto di vista motorio, vi è un maggior controllo volontario del corpo e una buona coordinazione. Acquista sempre più importanza il gruppo e l’allenatore assume un ruolo centrale nella vita del bambino. Sono da evidenziare lo sviluppo delle capacità di associare la causa all’effetto ed il realismo tecnico-tattico e critico. Gli obiettivi da perseguire durante quest’età sono: socializzazione, vincere la paura del contatto con il suolo e l’avversario, stimolare l’iniziativa individuale, conoscere e rispettare le regole di gioco, organizzare un progetto di tipo individuale tenendo ben presente dello spazio e del tempo, migliorare gli schemi motori di base e le capacità senso-percettive, aumentare le capacità di reazione, differenziazione, ritmo, equilibrio e organizzazione spazio-temporale; migliorare la mobilità articolare. Obiettivi più specifici, relativi al gioco, sono invece rappresentati da: conoscenza delle fondamentali regole di gioco e dei princìpi fondamentali di attacco (fare goal, avanzare, cercare di non perdere la palla) e difesa (contrastare l’avversario in possesso della palla, difendere la propria porta, spingere la squadra in avanti), sviluppo della capacità di dominio della palla. Alla fine del ciclo formativo il bambino dovrebbe essere in grado di valutare le traiettorie da fermo, dominare gli schemi motori di base in attacco e difesa, non buttare via la palla, andare incontro alla palla, condurre e controllare la palla con diverse parti del piede, eseguire le rimesse laterali con i piedi a terra, colpire la palla di testa, affrontare l’avversario in possesso di palla, utilizzare semplici messaggi verbali in attacco, conoscere il 2c1 in difesa, occupare correttamente la zona pericolosa: un solo giocatore sulla palla.

 

ESORDIENTI

Durante questa fascia d’età la resistenza è la capacità condizionale di base che risente meno dello sviluppo puberale del ragazzo. Si assiste alla riduzione della capacità di equilibrio ed alla difficoltà di movimento. Per contro, si ha un incremento della forza, in particolare della forza esplosiva, ed una aumento della rapidità. La sfera socio – affettiva mette in risalto l’incremento dell’autostima, lo sviluppo delle capacità di autocritica e l’importanza di sentirsi accettati dal gruppo, quindi il senso di appartenenza. Aumentano le capacità di collaborare da parte del ragazzo. Dal punto di vista socio-affettivo, i principali obiettivi da perseguire sono quindi rappresentati da:

– sicurezza di sé e delle proprie capacità;
– rispetto e cooperazione con i coetanei.

Le capacità coordinative e condizionali che dobbiamo sviluppare dovrebbero essere rappresentate da: combinazione, differenziazione, equilibrio, adattamento e trasformazione, organizzazione spazio-temporale, rapidità, forza veloce, mobilità articolare, capacità senso-percettive e schemi motori. Alla fine del ciclo formativo il ragazzo dovrà essere in grado di conoscere le regole fondamentali del gioco, di acquisire i princìpi fondamentali di attacco e difesa (attacco: possesso della palla, profondità e capacità di conclusione; difesa: rallentare l’azione dell’avversario e scaglionamento), di sviluppare le capacità di dominio della palla ed aumentare il bagaglio tecnico generale. In senso più specifico, l’allievo dovrà essere in grado di: valutare le traiettorie, tenere la posizione in campo, combinare più schemi motori tra di loro, giocare in più posizioni di campo, passare la palla e rendersi nuovamente utile, calciare di collo piede, colpire la palla di controbalzo, eseguire le rimesse laterali con precisione, controllare la palla di coscia e di petto, eseguire lanci con il piede forte, colpire di testa da fermi ed in elevazione, combinare più gesti tecnici tra loro (es. stop + tiro), cambiare direzione con finta, tirare in porta con la palla in movimento, essere più precisi nei passaggi, colpire la palla al volo, saper proteggere la palla in difesa e marcare a uomo. In collaborazione con i compagni di squadra, il ragazzo dovrebbe essere in grado di: servirsi dei messaggi di comunicazione verbali, effettuare l’uno-due, dare sostegno al portatore di palla, dettare il passaggio, privilegiare i passaggi in profondità, effettuare le sovrapposizioni, utilizzare la superiorità numerica (2>1) e attuare i princìpi basilari di difesa collaborativa (anticipo e copertura). Durante quest’età è necessario evitare la specializzazione precoce, dando adito anche ad altri sport come il rugby (per vincere la paura del contatto con l’avversario e il terreno), la pallavolo (per lo studio delle traiettorie) e il basket (per la coordinazione generale).

 

GIOVANISSIMI

In questa categoria vengono organizzati allenamenti di consolidamento delle abilità acquisite. Il ragazzo deve poter sbagliare per essere in grado di correggere le proprie scelte. Vanno impostate le tattiche di reparto e di squadra, ampliando e consolidando le conoscenze tecnico-tattiche individuali. Dal punto di vista fisico, vanno ricercati allenamenti di tipo generale, con e senza la palla, finalizzati al miglioramento delle capacità condizionali (dando priorità all’utilizzo delle fonti aerobiche ed allo sviluppo della forza, in particolare della forza veloce e della potenza). Non dobbiamo commettere l’errore di lavorare solo su certi distretti del corpo, ma è necessario ricercare un miglioramento generale ed armonico dell’organismo. In questa fase della crescita umana il ragazzo è caratterizzato da incostanza umorale, ridotta coordinazione motoria e disarmonia somatica. Deve essere rielaborato lo schema corporeo di base e le esercitazioni vanno curate nei minimi dettagli: dobbiamo dedicare più tempo ai gesti tecnico-tattici e alle abilità fisiche specifiche. Si parte con esercizi basati sulle situazioni di gioco, ricercando la precisione e l’originalità tecnica. In questo senso si cercano di rendere più efficaci tutte le situazioni di natura tecnico-tattica.

 

ALLIEVI

È il periodo in cui si ricerca la perfezione nei gesti tecnici acquisiti e la conoscenza del senso tattico in funzione del gioco collettivo. Da questo punto di vista la capacità di apprendimento motorio è favorevole, quindi possono essere svolte esercitazioni a difficoltà crescente. L’addestramento tecnico dovrà volgere soprattutto sulle esercitazioni di tecnica applicata al gioco, piuttosto che sulla ripetizione sistematica dei fondamentali tecnici individuali. Dovranno essere quindi ricercate con maggiore insistenza le varie combinazioni di gioco. Solo attraverso le situazioni reali ed il gioco, la tecnica può essere acquisita concretamente, altrimenti rischiamo di formare grandi giocatori dal punto di vista del palleggio, delle abilità da fermo o senza avversari, ecc, senza tenere conto delle situazioni tecnico-tattiche di gioco più elementari. Le esercitazioni proposte dovranno invitare gli allievi ad una propria risoluzione e la figura dell’allenatore dovrà essere soprattutto di guida e correzione tecnica. Lo sviluppo fisico di quest’età dovrà volgere soprattutto all’incremento dei pre-requisiti esistenti senza però esagerare con le esercitazioni massimali.

 

JUNIORES

Durante questa fase dell’apprendimento calcistico devono essere privilegiati gli esercizi di tecnica calcistica nelle sue forme più applicative, anche attraverso i ritmi di gara. Va data priorità alle fasi di possesso e non possesso della palla, alla tattica di reparto e di squadra. Dal punto di vista fisico si va incontro ad una sempre maggiore specializzazione, attraverso l’incremento qualitativo e quantitativo delle esercitazioni di condizionamento fisico tipiche del gioco del calcio.

 

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